I ciclisti più ricchi della storia: I corridori più pagati di sempre su due ruote
Il ciclismo ha fatto molta strada da quando persino i vincitori del Tour de France guadagnavano appena più degli operai di fabbrica. Negli ultimi quattro decenni, questo sport si è trasformato in un’industria globale da miliardi di euro – con diritti televisivi, mega-sponsor, proprietari miliardari di squadre e accordi di marketing che rivaleggiano con quelli delle altre grandi discipline mondiali.
Questo articolo analizza i ciclisti più ricchi della storia, sommando i guadagni complessivi di carriera provenienti da stipendi, premi in denaro, sponsorizzazioni e attività imprenditoriali. È un’evoluzione affascinante: dai compensi modesti dell’era di Eddy Merckx ai contratti multimilionari delle stelle di oggi come Tadej Pogačar e Remco Evenepoel.
Top 10 dei ciclisti più pagati di tutti i tempi
1. Lance Armstrong — oltre 125 milioni di $
Nessun ciclista ha mai monetizzato il successo come Lance Armstrong nel periodo di massimo splendore. All’inizio degli anni 2000 guadagnava, secondo le stime, 20–30 milioni di dollari l’anno, grazie a una combinazione di stipendio di squadra, bonus e sponsorizzazioni globali con Nike, Trek, Subaru e Oakley.
Armstrong è diventato un fenomeno culturale negli Stati Uniti, portando il ciclismo nel pieno mainstream. Sebbene lo scandalo doping gli abbia tolto sette titoli del Tour de France e molti sponsor, i suoi guadagni complessivi prima della caduta sono ancora stimati a ben oltre 125 milioni di dollari, rendendolo il ciclista finanziariamente più di successo della storia.
2. Tadej Pogačar — oltre 60 milioni di € (in crescita)
Nonostante sia ancora poco più che ventenne, la superstar slovena ha già uno dei contratti più preziosi della storia del ciclismo: circa 8 milioni di € l’anno fino al 2030 con la UAE Team Emirates.
Se si aggiungono le sponsorizzazioni multimilionarie con marchi di biciclette e attrezzature, i bonus per le vittorie e i ruoli da ambasciatore, il suo totale potrebbe superare i 60 milioni di € prima dei 30 anni. Con un flusso costante di successi – comprese diverse Grandi Corse a tappe e titoli mondiali – Pogačar è sulla buona strada per diventare il ciclista più ricco dell’era “pulita”.
3. Peter Sagan — 50 milioni di $
Lo showman slovacco ha ridefinito il modo in cui carisma e personalità possono trasformarsi in denaro. La combinazione di stile, umorismo e straordinaria continuità di Sagan (tre titoli mondiali, sette maglie verdi) lo ha reso il sogno di ogni responsabile marketing.
Il suo stipendio ha raggiunto un picco di circa 6 milioni di € all’anno, fortemente sostenuto da Specialized e da altri grandi sponsor. Aggiungendo linee di prodotto, gettoni di presenza ed accordi di lungo periodo con i brand, il suo bottino di carriera si avvicina a 50 milioni di dollari. Anche in una sorta di semi-ritiro, i suoi ruoli da ambasciatore generano ancora cifre a sette zeri ogni anno.
4. Chris Froome — 45–50 milioni di $
Quattro vittorie al Tour de France, un titolo al Giro d’Italia e due Vuelta collocano Froome nell’élite assoluta. Il suo lungo periodo con il Team Sky/Ineos gli ha fruttato milioni, ma il vero salto di qualità è arrivato con il contratto con Israel-Premier Tech — del valore di circa 5 milioni di € all’anno per cinque anni, che ha consolidato il suo posto nella lista dei più ricchi di sempre.
Nonostante gli infortuni abbiano limitato i risultati nelle ultime stagioni, i guadagni complessivi di Froome, includendo sponsorizzazioni e bonus legati alle prestazioni, probabilmente superano i 45 milioni di dollari.
5. Alberto Contador — 30–35 milioni di $
“El Pistolero” è stato il dominatore delle Grandi Corse a tappe tra il 2007 e il 2015. Al culmine della carriera avrebbe ricevuto un offerta da 8 milioni di € l’anno – una cifra quasi impensabile per l’epoca – e in seguito ha guadagnato circa 4–5 milioni di € all’anno con Tinkoff e Trek.
Considerando sponsorizzazioni e gettoni di presenza, i guadagni complessivi di Contador sono stimati tra 30 e 35 milioni di dollari, facendone uno dei primi veri multimilionari tra i corridori da classifica generale.
6. Bradley Wiggins — 20–25 milioni di $
Il primo britannico a vincere il Tour de France è diventato un’icona nazionale dopo il trionfo del 2012 e l’oro olimpico. I suoi contratti con il Team Sky gli avrebbero garantito 3–4 milioni di £ l’anno, e le sponsorizzazioni con Adidas, Jaguar, Oakley e Fred Perry hanno aggiunto diversi milioni.
Wiggins ha guadagnato molto anche grazie ad apparizioni pubbliche e progetti mediatici, consolidando un totale di circa 25 milioni di dollari di guadagni in carriera.
7. Mark Cavendish — 20 milioni di $
La “Manx Missile” ha dominato le volate per oltre un decennio. I suoi lunghi anni nei migliori team, uniti agli accordi con marchi di biciclette e abbigliamento sportivo, gli hanno fruttato nei momenti d’oro circa 2–3 milioni di € a stagione.
In quindici stagioni, insieme a bonus, diritti d’autore dei libri e collaborazioni commerciali, i guadagni complessivi di Cavendish ammontano a circa 20 milioni di dollari — notevoli per un velocista puro.
8. Primož Roglič — 15–20 milioni di $ (in attività)
L’ex saltatore con gli sci, diventato poi campione delle Grandi Corse a tappe, ha trasformato la sua costanza in una notevole ricchezza. Con tre vittorie alla Vuelta, un successo al Giro e un oro olimpico, Roglič è diventato un nome molto conosciuto in tutta Europa.
Il suo recente passaggio alla Red Bull–Bora Hansgrohe è stato accompagnato da un contratto da 4,5 milioni di € annuali, portando i suoi guadagni complessivi di carriera vicino ai 20 milioni di €, con ulteriore margine di crescita prima del ritiro.
9. Greg LeMond — 13–15 milioni di $
Il pioniere statunitense dei grandi stipendi nel ciclismo. Il suo contratto del 1990 con il Team Z valeva quasi 2 milioni di dollari l’anno, più di quanto guadagnassero molti calciatori di vertice dell’epoca.
È stato anche uno dei primi corridori a capitalizzare davvero la propria immagine grazie al suo marchio di biciclette, agli accordi di sponsorizzazione e alla forte presenza mediatica negli Stati Uniti. In termini odierni, i suoi guadagni complessivi supererebbero facilmente i 15 milioni di dollari.
10. Miguel Induráin — 10–12 milioni di $
Il cinque volte vincitore del Tour de France è stato il ciclista europeo più pagato degli anni ’90. Il suo stipendio alla Banesto era in media di circa 1–1,5 milioni di dollari l’anno, cui si aggiungevano bonus e sponsorizzazioni nazionali.
Sebbene oggi queste cifre possano sembrare modeste, il successo economico di Induráin ha contribuito ad aprire la strada ai contratti multimilionari delle generazioni successive.
Altri nomi di rilievo
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Eddy Merckx: Il più grande di tutti i tempi in termini di risultati, ma non di stipendio. I suoi guadagni negli anni ’70 erano relativamente contenuti, ma in seguito è diventato ricco grazie al suo marchio di biciclette.
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Jan Ullrich: Uno dei primi corridori tedeschi a guadagnare oltre 2 milioni di marchi tedeschi l’anno, sostenuto da enormi sponsorizzazioni nazionali.
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Bernard Hinault: L’ultimo grande dominatore francese del Tour, che a metà degli anni ’80 guadagnava circa 1 milione di dollari l’anno — una cifra enorme per quel periodo.
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Cadel Evans & Vincenzo Nibali: Entrambi vincitori di più Grandi Giri, con guadagni complessivi stimati intorno ai 10–15 milioni di dollari ciascuno.
Come si sono evoluti i soldi nel ciclismo
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Anni ’80 – La rivoluzione LeMond: I contratti di Greg LeMond hanno infranto il vecchio tetto salariale, dimostrando che i ciclisti possono essere asset di marketing globali.
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Anni 2000 – L’effetto Armstrong: La televisione statunitense, i grandi sponsor aziendali e il marchio Livestrong hanno portato il ciclismo al centro del business sportivo globale.
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Anni 2010 – L’era Sky: Squadre sostenute da miliardari come Ineos e UAE hanno reso “normali” gli stipendi multimilionari in euro per i favoriti del Tour.
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Anni 2020 – L’atleta-brand: Stelle come Pogačar, van der Poel e Pidcock uniscono risultati e personalità, ampliando la portata del ciclismo oltre la tradizionale base di tifosi.
Il business dell’essere ciclista professionista
I professionisti moderni non sono più soltanto corridori; sono brand.
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Una vittoria in un Grande Giro può aggiungere milioni in bonus annuali e innescare nuove trattative contrattuali quasi da un giorno all’altro.
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Le sponsorizzazioni con produttori di biciclette, linee di abbigliamento e marchi lifestyle rappresentano oggi il 20–40% delle entrate dei campioni di vertice.
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I social media e le docu-serie in stile Netflix hanno dato ai ciclisti una visibilità mainstream che un tempo era riservata soprattutto ai calciatori o alle star del tennis.
Il risultato è che il vertice del gruppo oggi guadagna stipendi che sarebbero sembrati inimmaginabili appena dieci anni fa.
Parole finali
Lo sport è entrato in una nuova era finanziaria. Dall’impero aziendale di Armstrong al contratto da record di Pogačar, la strada verso la ricchezza su due ruote non è mai stata così chiara – né così rapida. Eppure, contano ancora soprattutto i risultati: nel ciclismo, chi conquista le montagne è anche chi scala le classifiche degli ingaggi.
Man mano che montepremi, sponsorizzazioni e copertura mediatica continuano a crescere, è lecito aspettarsi che le future generazioni arrivino ancora più in alto. Il prossimo vincitore del Tour de France potrebbe non indossare solo la maglia gialla – ma anche un sorriso da diversi milioni di euro.
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